sabato 16 gennaio 2016

questione di albe

Il piccolo principe si siede a gardare il tramonto e lo sostiene triste.
Un tramonto come quello di ieri??? Toglie il fiato, sa rendere ciechi, conquista un orrizzonte percepito diverso a seconda dell'inclinazione della palla infuocata. Si ritrae e lascia spazio al buio e alla magia del cielo stellato.
Il tramonto mi riporta ad una fase della mia malattia, alla fase di smarrimento e di paura. Ci ho messo tanti passi per ritrovare me stessa, la posizione in cui ti pone la malattia ti porta a pensare alla morte come una soluzione, come qualcosa che ti tende la mano. Ognuno di noi decide che posizione tenere, se cercare di tenerla distante o lasciarla avvicinare. La mia storia con questa cosa è stata non così diretta. Non ho assunto una posizione da subito. Io all'inizio avevo deciso di morire. Avevo deciso che questa guerra era già persa in partenza. Per me era solo una questione di tempo. E sinceramente non avevo motivi per sopravvivere. Ero consapevole che i miei cari avrebbero sentito la mia mancanza, ma non ero insostituibile. Poi, non so come o quando, forse dopo l'incontro con Barbara, decisi che io dovevo ribaltare la situazione, che io meritavo la seconda possibilita. Che forse potevo rinascere.
E così piano piano, passo passo, ho riscoperto la forza dell'alba. Ho riscoperto l'Amore di un Padre che non lascia soli, di un Padre che sa farsi sentire anche quando la notte è davvero buia. Mi sono sempre sentita amata da lui. Le persone che ho incontrato sono state stimolo per la mia crescita, sono state incentivo, sono state carezze, delusioni, ferite, ma anche tanta bellezza. La bellezza della rosa piena di ruggiada in quelle mattinate di marzo, che appena sorge il sole ti racconta di una notte faticosa, una notte di paura, ma che il solo tempore le riscalda e le rende vive.
Un anno e mezzo fa una mia amica restava incinta. E'stata la prima gravidanza che ho accettato con una certa serenità. Non conosco il motivo di questo evento così forte per me e anche per lei, ma di quel'ammasso di cellule mi ha conquistata. Fin da subito. Forse ancora prima. Cosa c'entra. Sta sera per me c'entra. Quella bambina, furba e mammosa, rappresenta ancor più quel'alba per me. Temevo che non sarei arrivata a conoscerla. Temevo di non avere la gioia di assistere al miracoloe della trasformazione della mia amata amica in mamma, di non poter udire la sua voce, di non poter vedere il colore dei suoi occhi. Anche per lei ho lottato. Questa settimana l'abbiamo battezzata,  e questa settimana ho ricevuto delle notizie belle, ma faticose da digerire. Sento addosso una responsabilità grande. Mi sento una miracolata. Così ormai i medici si relazionano con me. Io voglio solo riprendermi la mia vita libera. Ho solo voglia di non dormire la notte per alzarmi a guardare l'aba. Ho voglia di perdermi nel profumo della primavera, nei passi in un bosco che sveglia dal lungo inverno. Perchè per arrivare alla primavera bisogna sopportare l'inverso. Credetemi io ho solo voglia di vivere: gustarmi l'inverno, la primavera, l'estare....
Crediamoci in questa primavera, crediamo nella magia dell'alba, crediamo in noi stessi, perchè alla fine, ciò che resta siamo solo noi. Io in questo momento della mia esistenza mi sento finalmente bastante a me stessa. Non ho bisogno di nessuno. Ho i miei amori, i miei pilasti, gli abitanti del mio cuore, e del resto non ho bisogno.
Purtroppo questo per molti è difficile da comprendere. La libertà del godere di se stessi, anche con un corpo che fatichi a sentire tuo, anche con una resistenza che non è quella di prima, con le rughe, i capelli un pò ricresciuti che non sembrano i tuoi.... non sei più quella di prima. Se vuoi ammirare la farfalla devi sopportare il bruco diceva la Rosa al Piccolo Principe.
Ringrazio Dio, e Jonny per questa strada che mi hanno portato ad una consapevolezza di me muova, finalmente riesco a camminare con il mento in su, guardando tutte le sfumature di azzurro che accompagnano la mia giornata. Il mio canto libero sono IO, nelle mie albe e nei miei tramonti. La mia libertà risiede in me.
E a questo punto, per me le lacrime sono d'obbligo. 

3 commenti:

  1. Anche per me... si, insomma, le lacrime... e vabbè, non riesco a trattenerle dopo averti letto. Ma sono lacrime che fanno bene e che ti abbracciano.

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  2. E il mio cuore abbraccia te. Le lacrime, sono cornice di momenti tristi, faticosi, ma anche dei momenti di gioia. La sottolineano. La enfatizzano.
    buona domenica, Cara.

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  3. sarà perchè il 17 gennaio per te vuol dire Rinascita e per me un anno in più su questa terra, sarà anche solo perchè sei dentro di me, ma lascia che ti scriva che queste tue parole, questi tuoi pensieri li sento vibrare dentro forte forte forte

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